06/09/11

Villa Piccolo Capo D'Orlando...ricordando Bent Parodi

Attraversare la costa, sospesa su valli e dirupi tra il mare su un fianco e gli speroni di roccia che si rincorrono aspri, sull’altro, è come sfrecciare su un nastro sospeso tra il cielo e la terra ... Un ponte si srotola con salite e discese, mi proietto verso l' alto, poi mi catapulto sul fondo, infine, stordita, alzo il capo, riprendo il respiro e corro dritta inghiottendo le luci più in basso.
Libera sfreccio nella sera che indora ogni cosa e placa, nella brezza che sale, l'arsura impietosa. E già la luce si muta avvolgendomi in serica ombra.
Mi accarezza la notte che arrotonda la costa colmando ogni fessura dentro la roccia. Un soffio leggero sale dal mare mentre la mia anima corre là, dove da tempo sapeva di andare, verso quella villa a terrazzo sul mare …

M'affaccio, ombroso è il balcone, e guardo dall'alto.
Vulcano e le Eolie sono lì ,immobili, sfumate presenze sulla linea sottile fra l’indaco e l’oro.Le Vestigia di un tempo passato ,i tronchi e le radici lì intorno, mi dicono vieni.
Sussurrano voci e presenze; sfuggenti si popolano lievi i sentieri del bosco dei fantasmi di un mondo sommerso, invisibile agli occhi di chi guarda dentro gli specchi del giorno e, pian piano, vivendo,dimentica il respiro del mondo.
Aspiro il profumo dei loro pensieri e mi tingo col lilla rosato della ninfea che buca le foglie distese sull’ acqua radente le stoppie.
Fra agavi puntute che aprono le argentee dita a raccogliere in grembo gocce di distillato di cielo, bevo dall’incrocio dei rigidi steli, l' umida sera.

Si srotola l’anima sospesa al soffio dei sitar che racconta di un'anima inquieta ritornata tra noi a rinnovare l'eterna ricerca ,il rimpianto e il dolore per il suo amore perduto, tanto desiato, e forse, solo ora, ritrovato.