11/01/15

Dove ci poterà la Logica di azione reazione?

Quello che  fa paura, memore della Storia del secolo scorso, è il fatto che si stia diffondendo sempre più un clima di paura di chisura e che, invece di smorzare, si tende ad  acuire e generalizzare  le contrapposizioni tra occidente ed oriente, tra sistemi politici e fedi religiose.
Questo crea un substrato di paura di sospetto di ostilità che va poi ad  alimentare l'insodisfazione dei cittadini europei già minati dalla crisi economica .Nacono cosi le generalizzazioni gli stereotipi, i pregiudizi .
Enfatizzando le normali contrapposizioni fra i gruppi sociali,facendo di ogni erba un fascio,ci si allontana sempre di più dall'equilibrio del giudizio e si rischia  la creazione di  capri espiatori ad hoc .
La stessa strategia,da parte opposta, viene fatta propria,dai gruppi integralisti  fomentando l'odio per il mondo occidentale identificato con Satana .
Questa temperie psicologica è altamente esplosiva ma, chi ne farà le spese non saranno ancora una volta quelli che manovrano sotto, quelli che seminano la violenza e il terrorismo di azione o reazione , ma le persone comuni ,quelle che vorrebbero vivere in pace ,avere un lavoro ,sentirsi salvaguardate dallo Stato, quelle che non sono nate con la paura del vicino accanto, quelle che continuano ad ostinarsi a credere che l'onestà, l'altruismo ,l'apertura al diverso sia lo stato che fa dell'individuo un essere pienamente  umano.
.La realtà ci dice che I poteri forti  ancora una volta remano contro .
Il mondo globalizzato per mantenere l'equilibrio non può prescindere da quello delle sue  parti e quando questo si spezzerà per troppo egoismo, per il prevalere degli interessi economici e finanziari di parte , non meravigliamoci di ritrovarci tutti uno nemico dell'altro .
A voi lo scenario , che non vorrei da Apocalissi ..

Sabe E.P.

10/01/15

RECIPROCITA'-TOLLERANZA



Spesso sento dire che non si può essere tolleranti con chi non accetta la reciprocità :"vogliono moschee da noi ma non accettano le nosre chiese da loro " 
Voglio fare una piccola digressione storica per chiarire e iluminare forse, queste affermazioni. 
L''occidente ha maturato una storia diversa dal mondo islamico Se in occidente si è
passati dall'assolutismo alla democrazia, dalla alleanza trono altare
come norma alllo Stato formalmente laico e democratico ,là si è avuta
un'involuzione che ha portato per lo più alla costruzione di Stati teocratici intolleranti non solo verso lo straniero ( e qui bisognerebbe aprire una parentisi sugli interessi
economici e strategici che stanno alla base ) ma anche nei confronti dei loro cittadini o meglio sudditi cui non vengono riconosciute le fondamentali libertà .L'islam conquistatore della Spagna e della Sicilianon era affatto intollerante ,molto meno, e la storia ne è testmone, dei cattolici intransigenti che fecero stragi di albigesi e moriscos.
Tutto questo va tenuto in considerazione quando si parla di reciprocità che non è un dato acquisito visti i forti dislivelli socio politici fra questi due mondi .

La cautela e il non fomentare l'odio anti islamico , ma cercare di promuovere gli strati non integralisti e più aperti del mondo islamico e sono ampi ,credo sia il terreno su cui può costruire una reciprocità nella diversità e un equilibrio mondiale per il bene di tutti

Sabe 

28/06/12

Stria, Strega, Trivium , triviale …Storia di parole e luoghi Una legge francese risalente al IV secolo e attribuita ad un antenato del re Clodoveo I prescrive: "se qualcuno dice ad alta voce di una donna che è una strige o una prostituta sarà condannato ad una ammenda di 2.500 denari...Se una strige ha divorato un uomo ... sarà condannata a pagare 8.000 denari"Molto probabilmente però, in questo caso il termine stryge diventa un sinonimo peggiorativo di "strega", come questo appellativo si stava evolvendo nelle lingue romanze. Carlo Magno, re cristiano che non credeva agli spiriti malefici, condannò a morte, nei suoi capitolari, i Sassoni che avevano bruciato (per loro unico rimedio contro le strigi) alcuni uomini e donne accusati di esserlo diventati. A Benevento Il Triggio (dal latino trivium) è il quartiere compreso tra le mura longobarde di via Torre della Catena , Piazza Cardinale Pacca (o Piazza Santa Maria) e il Duomo. Era il cuore della cosiddetta città nuova Longobarda. La piazza di fronte al monumentale Duomo era meta di molti turisti fino a qualche anno fa, e fino alla fine degli anni settanta vi era il posteggio delle carrozzelle turistiche con i cavalli. Fino agli anni sessanta era inoltre la stazione principale delle vetture pubbliche. Prima del XII secolo vi si ergeva un rinomato atrio detto "Paradiso" decorato da molti tumuli di principi longobardi, ma il Cardinale Arcivescovo Ruggiero, verso la fine dello stesso secolo, o al principio del secolo seguente, lo fece diroccare, e con le lapidi sepolcrali ordinò di rivestire la facciata del Duomo. Al posto dell'atrio fu lasciato un discreto spazio, circondato da un basso muro con cornice di pietra, decorato da statuette, e tutt'intorno dei sedili ugualmente di pietra, mentre all'ingresso del recinto si collocavano due figure di leoni. In un angolo poi si ergeva, accanto ad una fossa funeraria, un obelisco dell'antichissimo tempio di Iside, coperto da geroglifici, con una palla di bronzo ed una croce al vertice, dedicato alla Vergine. Obelisco, sedili e muro nel 1867 furono tolti per allargare la piazza e dar posto ad un parapetto poco estetico, distrutto dagli eventi bellici del 1943. A Benevento le streghe sono chiamate janare (Giano) o zucculare perché portavano gli zoccoli. Esse infestavano la zona nel teatro latino nella zona detta triggium. E’ fantastico scoprire, grattando sotto le parole,togliendo le incrostazioni,l'etimo antico via, via offuscato nel passaggio dal paganesimo ,dal culto di Iside e dai culti druidici al Cristianesimo e in particolare l'evoluzione dopo la messa al bando dell'Arianesimo. Al trivium ,trebbio ,triggio, luogo in cui si incrociano tre vie..o tre strade (anche le arti liberali) c'e un albero, una colonna, poi sostituita in epoca cristiana da una croce; lì si apre una porta, ianua dove le streghe possono entrare. Mi chiedevo come mai il trivium ,luogo d'incontro di tre vie ,luogo della discesa nell’Ade illuminati dalla fiaccola di Ecate, luogo di passaggio,sia reale che metaforico, sia diventato nel tempo, luogo di malaffare dove si danno appuntamento persone di cattivo costume ,tanto da essere poi definite triviali . In particolare perché le donne che frequentano il trivium sono janare , zuccolare ..streghe,come mai? Forse perchè al centro del trivium c'è la porta che porta al cammino della consapevolezza ..perchè nel tre è racchiusa la chiave della conoscenza di se stessi...la via della libertà, della ascesa e della discesa, della morte e della rinascita, del Padre del Figlio e della Madre nel tempo dimenticata ? Sotto un albero sempre verde in genere il noce o il fico ,per loro rimandi simbolici ,si apre un cammino notturno che solo le torce dell'intuizione, dell'intelligenza e del cuore possono illuminare. Ma camminare di notte in luoghi non frequentati non è conveniente a nessuno e in particolare al gentil sesso..Chi osa fare ciò è una persona che fa strani commerci col buio.. una strega dunque che mangia i bambini ,che porta sortilegi negativi che si dedica a pratiche erotiche insane. La strega assume tutti i connotati della repressione della donna e l'immaginario più nero la riveste. Lei è il male e la sua natura di femmina è distorta ,la donna, per essere, deve rinunciare a femminilità e conoscenza A lei il trivium e il qudrivium sono negati,deve essere oggetto ..senza anima, semplice riproduttrice di prole ,lei non può aspirare al divino perchè la sua anima è sessuata..e ,nel divino non c'e posto per la Madre ....La sua coppa fa tremare e così la donna scompare ,diventa colomba o strega da bruciare... Pare proprio che la repressione, operata dal potere maschilista della Chiesa di ogni forma di manifestazione misterica religiosa legata ai culti pagani più antichi e in particolare alla valenza femminile, abbiano rovesciato i significati dei termini stessi caricandoli di significati peccaminosi diabolici, vedi triviale e zoccole.. Una strana coincidenza: ora ,ai trivium di campagna, espressioni della tipica religiosità popolare medioevale, c’è spesso una cappella con la croce affrescata con pitture che rappresentano l'inferno. Insomma mi pare che la caccia alle streghe iniziata in modo sotterraneo già nel 600, poi uscita allo scoperto a Benevento con san Bernardino nel 1200 e quindi divampata nel 1600in tutto il centro- nord Italia e in Europa con il famoso Malleus Maleficarum,sia un preciso disegno, una scelta operata dal Cristianesimo nascente per demonizzare la capacità lunare di penetrare il mistero e di collegare i due piani ,una sottrazione, in nome di una autorità che, per prevalere sull'eresia e sul paganesimo, non esitò a corrompere il senso originario, archetipo, creando il funesto mito della comunione con il demonio, con il male. Serpente ,caprone,civetta si coprono così di significati che erano estranei alla cultura greca e egizia per divenire simboli di peccato, di tenebra, di sessualità da estirpare con la repressione e questo sarà la giustificazione degli orrori dell'Inquisizione. La negazione del due, della donna, dell'Eros, della libertà di ricerca, della presenza dei contrari da ricondurre ad unum, in nome di un Potere maschilista legato ad una concezione di un Dio da antico testamento, hanno prodotto anche nella parola la stessa degenerazione . La parola trivium è passata dalla sua accezione di luogo di incontro dei tre bracci del Tau,simbolo antichissimo risalente a miti antichissimi del Fuoco e della Rinascita, da rosa dei venti ,da snodo importante,a luogo di malaffare , peccaminoso malfamato dove si celebrano crimini, riti contro la morale, assassini, banchetti ..perversioni .Coloro che stanno al trivium sono persone di mal affare ed essendo esse donne, è facile dedurre che diventeranno poi delle “zoccole”. Interessante anche un possibile riferimento a Durante Alias Dante, nel poemetto Il Fiore. La fama della città, luogo del convegno di streghe, è molto antica. Se ne trovano echi in un sonetto del Fiore, poemetto allegorico del 1200, il cui protagonista dice di chiamarsi Ser Durante. Molti pensano che questo nome adombri lo stesso Dante Alighieri. La trama è semplice: Ser Durante, l’amante, cerca di cogliere un fiore, simbolo del perfetto amore, da uno splendido giardino, per farne omaggio alla sua amata, Madonna Bellaccoglienza. Egli si è cavallerescamente messo al suo servizio ed ella sembra accettare la sua corte. Pare giunto il momento di cogliere il fiore che è quasi sul punto di sbocciare, quando interviene lo Schifo (cioè il pudore) ad impedirglielo. Sonetto 203: L’amante e lo Schifo. Quand’i’ vidi l’offerta che facea, del fatto mi credett’ esser certano1 : allor sì volli al fior porre la mano, che molto ringrassato2 mi parea. Lo Schifo sopra me forte correa dicendo: “Tra’ t’addietro3 , mal villano che, se m’aiuti Iddio e San Germano, i’ non son or quel ch’i’ esser solea. El diavol sì ti ci ha ora menato se mi trovasti a l’altra volta lento or sie certan ch’i’ ti parrò cambiato. Me’ ti verria4 che fossi a Benivento”. Allora al capezzal5 m’ebbe pigliato, e domandò chi era mi’ guarento6 . Alcuni dicono che il nome della città è usato solo per ragioni di rima, ma in verità l’autore aveva molte possibilità di scelta. Invece, è evidente la connessione tra il diavolo e Benevento. Lo Schifo infatti rimprovera l’amante per essere entrato nel giardino, dicendogli che è stato portato lì dal diavolo, sarebbe stato meglio che il diavolo l’avesse portato a Benevento, luogo più consono ai trasporti diabolici. C’è già, nel sonetto, l’idea del volo diabolico associato alla città. È soprattutto in epoca moderna, però, che si comincia a parlare del noce. Elisabetta Polatti